Agriturismo Casa Gioconda: dintorno

Dintorni: Cividale del Friuli

Regione: Friuli-Venezia Giulia
Altitudine: 135 m s.l.m.
Superficie: 50 km²
Abitanti: 11.547 2007
Nome abitanti: cividalesi
Santo patrono: San Donato

Cividale del Friuli

 

Cividale del Friuli sorge sulle sponde del fiume Natisone, a pochi chilometri da Udine.

La storia di Cividale inizia con la sua fondazione tra il 56 e il 50 a.C. grazie all'impero romano. Giulio Cesare la chiamerà Forum Iulii, da cui prenderà il nome tutta la regione Friuli. Con la distruzione di Aquileia da parte degli Unni nel V secolo d.C., Cividale cresce per numero di abitanti e importanza strategica, tando da diventare sede vescovile, ereditando il titolo da Aquileia.

Con l'arrivo dei Longobardi nel 568, la città è capitale del primo ducato longobardo d'Italia e muta il nome in Civitas, la città per eccellenza, da cui deriva l'odierno Cividale. La città rimane sotto i longobardi fino al 1238, ma anche dopo la loro cacciata, continua ad essere sede del Patriarcato di Aquileia.
In questo periodo Cividale diventa libero comune e soprattutto importante mercato, tanto da essere il massimo centro politico e commerciale di tutti il Friuli e ottenere dall'imperatore Carlo IV l'apertura dell'Università nel 1353.

Dopo il trasferimento dei Patriarchi a Udine, con conseguenti lotte e rivalità, la città cade nel 1419 sotto il dominio di Venezia. Durante il periodo veneziano Cividale è un notevole centro di studi e viene difesa dalle invasioni prima dell'esercito tedesco e poi da quello turco.
Nel 1797 con il trattato di Campoformio tra Napoleone e l'Austria, Cividale passa all'impero asburgico, ma nel 1866, dopo la Terza Guerra d'Indipendenza, la città viene annessa al Regno d'Italia con il Veneto ed il Friuli. Durante la Prima Guerra Mondiale è sede, per un breve periodo, del comando della II armata e rimane anche danneggiato da bombardamenti aerei. In seguito alla disfatta di Caporetto viene occupata dagli austriaci. La liberazione avviene con la vittoria italiana sul Piave.

 

Numerose testimonianze artistiche confermano l'importanza storica della città.

Tra queste ricordiamo il Tempietto longobardo, eretto probabilmente nel 760, straordinario compendio di architettura e scultura altomedievale. Nella parete d'ingresso si può, sebbene parzialmente, ammirare l'originaria decorazione del Tempietto: sono rimasti in buono stato di conservazione gli eccezionali, celeberrimi stucchi e qualche affresco.

L'Ipogeo Celtico è un ambiente ricco di fascino e di mistero, scavato nel sottosuolo lungo l'argine del Natisone. La funzione originaria di  questo  particolarissimo  monumento, che non trova  riscontro  in Friuli, è ancora un quesito irrisolto.
A  parte  le fantasiose interpretazioni amalgamate di leggenda, è stato ipotizzato un uso funerario dell'ipogeo in epoca celtica, mentre altri studiosi ritengono i locali carceri del periodo romano o longobardo.

Il Duomo di Santa Maria Assunta del XV-XVI secolo è stato riedificato in stile rinascimentale dopo il crollo del 1502. All'interno è custodita la pala d'argento di Pellegrino II, il capolavoro dell'oreficieria italiana medievale, e due tele di Palma il Giovane.

Il ponte del Diavolo è uno dei simboli di Cividale del Friuli. Arditamente sospeso sul Natisone ed avvolto nella leggenda, il pilastro centrale del ponte poggia le fondamenta su un masso naturale, sporgente quasi al centro dell'alveo del fiume. La fantasia popolare ha legato la costruzione dell'opera al soprannaturale, dando origine alla leggenda demonica, secondo la quale il diavolo avrebbe facilitato la costruzione del ponte in cambio dell'anima del primo che vi fosse transitato sopra. Per realizzarlo nel breve spazio di una notte si scomodò anche la madre del Maligno, trasportando nel suo grembiule l'imponente scoglio centrale. I Cividalesi però beffarono il diavolo, facendo percorrere il nuovo passaggio da un animale, cane o gatto a seconda delle versioni.